SEO nel 2018: definizione, tecniche e strumenti

 In Digital marketing
guida seo 2018

Si parla spesso di SEO all’interno delle discussioni di web marketing. Ma che cos’è veramente il SEO? E’ efficace e ha senso investirci? Quali sono le tecniche più utilizzate nel 2018 e gli strumenti più utili per migliorare il proprio posizionamento organico? Non è di certo una disciplina semplice: pare che Google utilizzi più di 200 indicatori per valutare la qualità di ogni pagina sul web!

In questa guida abbiamo cercato di raggruppare le tecniche di SEO e gli strumenti SEO più comuni nel 2018 e di raccontarle, per quanto possibile, in modo semplice. Non vuole essere una guida per gli specialisti settore ma bensì per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla materia o vogliono avere una checklist SEO completa per poter comunicare sullo stesso livello con la propria agenzia.

 

Che cosa è il SEO?

Il SEO, acronimo di Search Engine Optimisation, è il processo di ottimizzazione della struttura e del contenuto di un sito web al fine di aumentare la sua visibilità sui motori di ricerca, ossia il suo posizionamento organico.

Prova a pensare: per quali termini di ricerca vuoi che gli utenti trovino te o la tua azienda su Google? Ecco, queste saranno le tue parole chiave, o keyword, attorno alle quali si svilupperanno tutte le attività di Search Engine Optimization.

Una maggior visibilità “organica” (il che significa non pagata) sui motori di ricerca permette di ottenere traffico gratuito al sito (al netto dei costi e del tempo necessario per creare i contenuti).

L’obiettivo del SEO è quindi quello di rendere il proprio sito web il più attraente possibile sia per gli utenti che per i motori di ricerca in modo tale da aumentare il traffico ad esso. Per arrivare a questo serve una combinazione giusta di tecnica e marketing. Vedremo insieme passo per passo come fare.

Il SEO rappresenta una delle due aree del SEM (Search Engine Marketing). La seconda area del SEM, detta SEA (Search Engine Advertising), si occupa invece di posizionare i siti web sui motori di ricerca pagando per uno spazio pubblicitario.

 

Indicatori SEO: autorità, rilevanza e fiducia

I pilastri del SEO sono tre: autorità, rilevanza e fiducia.

I motori di ricerca come Google non fanno altro che cercare di dar la risposta più rilevante alla domanda che poniamo.

Se pensiamo a prima dell’era di internet, quando si cercavano le informazioni in biblioteca si cercava infatti la risposta più rilevante nel libro più autorevole e che ci ispirava più fiducia. La stessa cosa vale ora ma la ricerca viene fatta direttamente da Google. Il SEO richiede quindi una comprensione di come funzionano i motori di ricerca, di ciò che le persone cercano, perché e come cercano. Solo in questo modo sarà possibile aiutare i motori di ricerca a trovare il tuo contenuto attuando delle strategie ben precise.

 

Perchè fare SEO? L’importanza del SEO nella strategia aziendale

seo perchè è importante

 

Tutte le aziende, che siano piccole, medie o grandi, che siano una startup o una multinazionale, che vendano calze o auto, hanno bisogno del SEO. Che senso avrebbe essere presenti su internet con un sito web, una pagina Facebook aziendale, un e-Commerce o anche solo un account Google My Business se nessuno riesce a trovarti alla svelta?

Le persone sono decisamente impazienti quando si tratta di cercare informazioni online. Ecco qualche dato in merito:

Dallo studio di Chitika sul SEO, il 32.5% degli utenti clicca sul primo risultato trovato in organico e il 91.5% degli utenti si limita a leggere i risultati di ricerca presenti nella prima pagina di Google. Da qui il macabro detto: “Il posto più sicuro dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google”: nessuno la guarda!

Dallo studio di Brightedge sempre sul SEO, si apprende che il 51% del traffico web verso un sito proviene da ricerche organiche, il 10% da sponsorizzazioni, il 5% dai social e il 34% da altre risorse.

Inoltre, secondo Internet Live Stats Google effettua costantemente 63.000 ricerche al secondo.

 

Principali tecniche SEO

Le tecniche SEO per una strategia di successo si possono classificare in:

  • SEO Onsite (anche detto SEO Onpage): sono le tecniche da mettere in atto sul proprio sito web in termini di:
    • Qualità dei suoi contenuti, sia ai fini dei motori di ricerca sia per la navigazione degli utenti;
    • Struttura tecnica e user experience;
  • SEO Offsite (anche detto SEO Offpage): sono le tecniche di promozione dei contenuti del proprio sito al fine di “far parlare” del proprio sito su altri siti web o sui social network. Google apprezza quando altri siti ti “linkano”, ossia possiedono, all’interno dei loro contenuti, un link verso il tuo sito. Questo infatti è per Google un modo per capire quanto sia autorevole e di qualità un sito web.

tecniche seo onsite e offsite

SEO on-page: come ottimizzare il proprio sito web per il SEO

Con SEO On-page (o On-site) si intendono tutte quelle attività di ottimizzazione dei contenuti di un sito, della sua architettura e di tutti gli aspetti tecnici. Vediamo insieme quali parametri tenere in considerazione sia dal punto di vista dei contenuti del sito sia dal punto di vista più tecnico.

 

SEO on-page: ottimizzazione dei contenuti

Ecco le principali tecniche SEO per ottimizzare i contenuti di un sito web.

Creare articoli lunghi e completi:
Fonti autorevoli come Search Engine Journal suggeriscono di porsi l’obiettivo di 2.000 parole al fine di riuscire a posizionarsi lato SEO per delle keyword competitive. Ricorda però di non dare più importanza alla quantità rispetto che alla qualità. Evita assolutamente la copia e la duplicazione di altri articoli, Google se ne accorge e ti penalizza.

Avere un’adeguata densità di keyword:
La densità delle parole chiave rappresenta il numero di volte in cui una determinata parola compare in una pagina web rispetto al numero di parole totali di quella pagina. Secondo Yoast, famoso plugin SEO per WordPress, la densità dovrebbe essere tra lo 0.5% e il 2.5%.

Inserire keyword semantiche (keyword LSI):
Usare parole correlate semanticamente alle parole chiave per le quali vuoi farti trovare. La ricerca di queste keyword può essere fatta attraverso tool come LSIGraph.

strumento seo lsi graph

 

Scegliere adeguati Title Tag in pagina (H1, H2, H3,…):
I title tag, ossia il titolo e i sottotitoli presenti in una pagina web, sono importanti fattori SEO poiché permettono a Google di comprendere meglio come è strutturato il contenuto di una pagina e quali tematiche vengono trattate. La struttura dei titoli è importante anche per i tuoi utenti, poiché semplificano la lettura e aumentano la possibilità che le persone leggano il tuo articolo per intero.

H1 identifica il titolo della pagina o del post del blog e dovrebbe essere usato una sola volta in ogni pagina. Altre intestazioni possono essere usate più volte, purché seguano una struttura gerarchica, utilizzando quindi i titoli H2 prima di utilizzare i titoli H3. Per l’ottimizzazione SEO di un contenuto, è importante che i title tag contengano la parola chiave per la quale vuoi posizionarti.

Includere almeno un file multimediale in ogni articolo:
Che sia un video, un file audio, un’immagine, un podcast o un’infografica, questi renderanno l’articolo più interessante per gli utenti, stimolando la lettura e la condivisione sui social, tutti fattori apprezzati dai motori di ricerca.

Scrivere l’alt tag delle immagini e caricarle con una dimensione corretta:
L’Alt tag (o “testo alternativo” in italiano) è una stringa di testo, invisibile agli utenti, che permette al creatore del contenuto di descrivere a Google cosa è rappresentato nell’immagine. Inserisci le keyword per te rilevanti all’interno degli alt tag, Google apprezzerà! Per quanto riguarda le immagini, è anche consigliabile caricarle sul sito in formato compresso, in modo tale da non rallentare troppo il caricamento della pagina. Gli esperti SEO consigliano di ridurre al minimo l’utilizzo di immagini di dimensione superiore a 0,2MB.

Usare bottoni di condivisione dei social network ben visibili:
Il fatto che un contenuto sia condiviso sui social network comunica a Google che esso viene altamente apprezzato dai lettori. Questo è un segnale importante lato SEO e aiuta a “convincere” Google della qualità del tuo contenuto, che di conseguenza avrà maggiori possibilità di posizionarsi organicamente per la tua keyword obiettivo. Inoltre, maggiori condivisioni sui social network ti permetteranno di ottenere traffico gratuito.

Scegli una posizione di rilievo per i pulsanti social: più il pulsante è visibile e più persone condivideranno i tuoi contenuti. A tal proposito, possibilmente posiziona il tuo pulsante vicino alla parte superiore della pagina, evitando di far scorrere i tuoi lettori per trovare il pulsante di condivisione. Inoltre, posiziona il pulsante in prossimità del contenuto da condividere: questo aiuta i lettori a capire cosa stanno condividendo.

Utilizzare URL brevi:
L’URL è l’indirizzo del sito web. E’ importante che includa la keyword obiettivo, evitando parole superflue. Ricorda che l’URL essere facile e comprensiva. Ad esempio, se voglio parlare di sport, invece che creare una URL del tipo https://esempio.com/post/2018/08/30, la mia URL è meglio che sia https://esempio.com/sport

Lavorare sui Meta Title (chiamati anche “Title Tag”) e Meta Description per massimizzare il CTR:
I Meta Title e Meta Description sono ciò che gli utenti leggono quando trovano una tua pagina tra i risultati dei motori di ricerca. In questo caso, il tuo obiettivo è quello di massimizzare il CTR (Click-through-rate), ossia la percentuale di click che il tuo sito ottiene, a discapito degli altri siti.

seo meta title meta description

 

Il primo consiglio è quello di mettere la principale parola chiave per la quale vogliamo posizionarci all’inizio del Meta Title e di aggiungere numeri, virgolette e parentesi. Un secondo modo per ottimizzare il title tag è vedere come sono fatti i title tag negli annunci di Google Ads per quella determinata keyword. Questi annunci, pagati a seconda del numero di click che ricevono, sono solitamente ottimizzati per massimizzare i click. E’ quindi utile prendere spunto da essi.

Inoltre, aggiungi le parole che l’esperto SEO Brian Dean, fondatore del blog Backlinko chiama “Modifiers”, parole che non cambiano il contenuto del tuo titolo ma che aggiungono valore e che sono rilevanti nella ricerca delle persone. Ecco alcuni esempi: “Guida”, “Miglior”, “Recensione”. E quelli che chiama “Power words” (“parole forti”) parole che enfatizzano la velocità o semplicità del risultato, come ad esempio: “Oggi”, “Step by step”, “Facile”, “Semplice”, “Veloce”.

Ecco un video dove Brian Dean spiega in modo efficace come fare (in inglese):

 

Utilizzare link interni e linkare a siti autorevoli:

  • Link interni (verso un’altra pagina dello stesso sito): Google penalizza le pagine che hanno un’alta frequenza di rimbalzo, ossia quando l’utente abbandona il sito dopo aver visto la pagina web per soli pochi secondi, senza aver cliccato da nessun’altra parte all’interno del sito. Per questo il nostro consiglio dal punto di vista del SEO è di aggiungere link interni soprattutto all’inizio del tuo articolo, in modo tale che, se cliccati dall’utente, lo portano ad una pagina del vostro sito e rendono la navigazione più piacevole e chiara per l’utente. Ovviamente i link interni devono essere adeguatamente correlati dal punto di vista del contenuto.
    Un esempio efficace di utilizzo dei link interni è Wikipedia: rimanda molto frequentemente a pagine del suo sito. Ad esempio, cercando “Internet” su Wikipedia troveremo 14 link interni nelle prime 6 righe.

link interni wikipedia

 

  • Gli outbound link, o link in uscita, sono i link che collegano la tua pagina web ad una pagina su un’altro sito web. A Google piace vedere che citi fonti autorevoli come blog popolari e riviste di settore, ovviamente se il tutto è in linea con i tuoi contenuti! Il suggerimento è quindi quello di inserire 2-3 outbound link in ogni contenuto.

importanza outbound outlinks seo Gli outbound link sono un’importante tecnica SEO perché:

  • Aumentano l’autorità e la reputazione del tuo articolo: gli algoritmi dei motori di ricerca possono imparare molto sul tuo sito da chi citi.
  • Aggiungono valore agli utenti: I contenuti di qualità sono ciò che ti differenzia dai tuoi concorrenti e il collegamento ad altri contenuti di qualità fornisce un rapido e immediato valore per i tuoi lettori. È molto più probabile che le persone tornino a leggere i tuoi blog dato che trovano anche spunti per la lettura di altri articoli.
  • Incoraggiano i Backlink (link in entrata verso il tuo sito): l’utilizzo dei link in uscita ti aiuta a stabilire una rete con altri blogger, giornalisti, siti Web e aziende. La tua approvazione verso il loro lavoro li incoraggerà a interagire con te e più siti Web interagiscono e linkano ai tuoi contenuti, più in alto risulteranno le tue pagine nei motori di ricerca.

Ottimizzare l’anchor text dei link:
L’anchor text è il testo visibile e cliccabile di un collegamento ad un’altra pagina web. Il link ad un’altra pagina web deve fornire valore per un utente e l’anchor text è il modo più importante per trasmettere il valore di quel collegamento. Crealo il più naturale possibile e il più esplicativo possibile.

esempio di anchor text SEO

SEO on-page: ottimizzazione tecnica

Ecco di seguito le principali tecniche SEO da tenere in considerazione per quanto riguarda gli aspetti più tecnici di un sito.

Rendere il sito mobile responsive: Ottimizzare un sito per mobile significa assicurarsi che sia “responsive”, ossia che sia programmato in modo tale da reagire automaticamente alla dimensione dello schermo del dispositivo con il quale l’utente accede al sito, in modo tale da riadattarsi alla dimensione dello schermo e consentire all’utente una navigazione confortevole e non renderlo cieco a causa delle dimensioni troppo piccole del testo.

responsive mobile design

Avere un sito ottimizzato per mobile è nel 2018 sempre più importante dal punto di vista del SEO, dal momento che Google ha iniziato a indicizzare le versioni mobile dei siti, al posto di quelle desktop.

Uno strumento gratuito per valutare quanto il tuo sito sia ottimizzato per mobile è il test di ottimizzazione mobile di Google.

test sito mobile

Google fornisce anche un altro strumento gratuito, utile per valutare la velocità del tuo sito mobile.

test velocità sito mobile

 

Sviluppare il sito pensando alla User Experience:
L’utente è il fruitore dei tuoi contenuti e deve essere al centro dell’esperienza di navigazione. Ecco alcuni accorgimenti da tenere in considerazione quando si progetta una UX per i siti Web:

  • Il design dell’homepage deve essere chiaro e focalizzato sul tuo prodotto o servizio,
  • Utilizza font ben comprensibili,
  • Preferisci frasi e paragrafi brevi,
  • Fissa i link rotti, impostando dei redirect,
  • Aggiungi l’indice dei contenuti e i link interni per rendere più facile e immediata la navigazione,
  • Monitora la velocità del sito,
  • Usa gli elenchi puntati,
  • Adotta spazi adeguati tra parole e paragrafi,
  • Incorpora il campo di ricerca nel tuo sito, soprattutto se vendi online,
  • Usa call to action convincenti per far capire lo scopo del tuo sito,
  • Utilizza immagini e contenuti multimediali,
  • Usa i breadcrumbs per facilitare la navigazione attraverso il sito.

 

Ottimizzare la struttura del sito:
La struttura del sito può essere assimilata alle radici di un albero. L’homepage sovrasta tutte le pagine e rappresenta il punto di partenza delle radici. Sotto l’homepage, il sito deve avere una ramificazione fatta di categorie chiare e che non si accavallino. Sotto alle categorie si ramificano a loro volta le altre pagine. Queste possono essere le pagine degli articoli nel caso di un blog (a proposito, ecco qualche suggerimento su come creare un blog), o le pagine prodotto nel caso di un sito e-Commerce. E’ importante che questa struttura sia definita in modo semplice e chiaro e che nessuna pagina sia lontana più di tre click dalla homepage.

Ottimizzare la velocità di caricamento del sito:
La velocità del sito è un fattore SEO importantissimo, dal momento che le persone sono estremamente impazienti e si aspettano che le pagine di un sito vengano caricate in 1-2 secondi. Di conseguenza anche Google privilegia i siti più veloci. Esso mette a disposizione lo strumento Page Speed Insight per valutare la velocità del tuo sito. Un altro strumento gratuito per testare la velocità del tuo sito è Pingdom.

speed test sito web pingdomMolti fattori possono incidere sulla velocità di un sito web, ecco un elenco alcuni senza andare nei dettagli troppo tecnici:

  • Hosting del sito e presenza di un CDN;
  • Utilizzo del browser caching;
  • Presenza di molti redirects all’interno del sito;
  • Dimensione delle immagini sul sito;
  • Compressione GZIP per le immagini del sito;
  • Presenza di plugin esterni che appesantiscono il codice della pagina (esempio: chatbot e plugin social);
  • Presenza di pagine AMP (Accelerated Mobile Pages): il progetto AMP è un’iniziativa di Google per rendere praticamente immediato il caricamento delle pagine web dai dispositivi mobili. Non ci stupisce quindi che sia un fattore SEO da considerare. Le pagine AMP vengono spesso utilizzate da siti di informazione e sono riconoscibili grazie alla immagine della saetta nei risultati di ricerca di Google.

 

Utilizzare lo schema di markup schema.org:
Questo è un vocabolario semantico di tag o microdati che puoi aggiungere al tuo codice HTML per migliorare il modo in cui i motori di ricerca leggono e comprendono una pagina web. Come un motore di ricerca interpreta il contesto di una domanda fatta dall’utente determinerà la qualità di un risultato di ricerca. Schema.org può fornire il contesto a una pagina Web altrimenti ambigua, creando una descrizione avanzata (comunemente nota come “Rich snippet”), che appare nei risultati di ricerca e ne estende la dimensione, rendendo quindi più attraente e più cliccabile il sito. Questo schema di markup è utilizzato ad esempio per mostrare le recensioni di un prodotto nel risultato di ricerca di google (mostrando le stelline), per la programmazione di un evento per mostrare luogo e ora o nelle ricette per mostrare la foto del piatto già nella ricerca in prima pagina.

esempio rich snippet

 

Crea un file Robots.txt: questo file ti permette principalmente di comunicare ai motori di ricerca quali pagine non devono essere indicizzate (ad esempio le pagine del tuo CMS) e a quale URL si trova la Sitemap del sito.

 

Crea e mantieni aggiornata la tua Sitemap XML: questo è il file xml che elenca gerarchicamente tutte le pagine di un sito web. Avere una Sitemap XML efficace può migliorare il tuo posizionamento SEO sui motori di ricerca, semplificando a Google il lavoro di indicizzazione, soprattutto quando il sito è molto grande e complesso. E’ importante che nella Sitemap vengano menzionate solo le pagine che vogliamo che vengano indicizzate da Google e vengano escluse da essa le pagine obsolete che sono state spubblicate o che hanno cambiato URL, o che sono bloccate dal file robots.txt. La sitemap permette anche di inserire parametri riguardanti la frequenza con cui il contenuto della pagina viene modificato, la data di ultima modifica e la priorità di indicizzazione di ogni singola pagina. Google focalizzerà il suo “crawl budget” sulle pagine a più alta priorità.

Inoltre, assicurati che la tua Sitemap XML sia inviata a Google Search Console, che non mostri errori e che venga menzionata all’interno del file Robots.txt, dal momento che essa viene spesso scoperta dai motori di ricerca proprio grazie al file Robots.txt.

 

Risolvi gli errori Soft 404: Un errore Soft 404 indica che un URL del tuo sito comunica all’utente che la pagina non esiste, tuttavia restituisce al browser un codice 200 (=”pagina esistente”) invece che un codice 404 (=”pagina non esistente”). Questo è considerato da Google una prassi scorretta e penalizza il posizionamento SEO.

Come risolvere gli errori Soft 404?

  • Se la pagina web non è più disponibile e non è presente sul sito una pagina simile, deve essere restituito dal server un errore 404.
  • Se la pagina ha cambiato URL o è presente sul sito una pagina simile, imposta un redirect 301 (permanente) in modo tale da indirizzare l’utente verso la pagina più simile a quella precedente.

Ottieni un certificato SSL per passare da HTTP a HTTPS: Il protocollo di trasmissione HTTPS offre una maggior sicurezza e viene quindi preferito da Google. Google ha anche iniziato a “danneggiare” i siti che utilizzano ancora il protocollo HTTP segnalandoli come “non sicuri”, potrai notarlo in alto a sinistra nel tuo browser, all’inizio dell’URL della pagina. I siti che utilizzano il protocollo HTTPS riportano invece la dicitura “sicuro” e il simbolo del lucchetto, e sono quindi preferiti in ottica di ottimizzazione SEO.

 

Utilizza link canonici: Un ulteriore modo per informare Google dell’autorità SEO di un contenuto è l’utilizzo del canonical auto-referenziale. Questo comunica al motore di ricerca che quella pagina è esattamente la pagina corretta da indicizzare. Talvolta su un sito sono presenti pagine molto simili e questo potrebbe danneggiare il SEO a causa della percezione da parte del motore di ricerca della presenza di contenuti duplicati. In questo caso suggeriamo di impostare un attributo rel=”canonical” nel codice di una delle due pagine, indirizzando verso l’altra pagina. Questo comunica a Google: “Ehi! Siamo due pagine molto simili! Fa come se ci fosse solo l’altra pagina e non considerarmi!”.

 

SEO Off-page: come massimizzare l’amplificazione dei contenuti

Per ottenere un buon posto nella classifica organica nei motori di ricerca e quindi essere vincenti dal punto di vista del SEO, è necessario avere siti autorevoli che rimandino in modo naturale (e non forzato da compensi monetari) al tuo sito. Questo infatti trasmette a sua volta autorevolezza SEO al tuo sito. Più siti autorevoli linkano al tuo sito, più affidabile e autorevole viene esso considerato da Google.

Le tecniche SEO offsite si possono suddividere in tecniche di link building e tecniche di link earning.

 

Link building

Il link building è una tecnica SEO che consiste nella creazione di contenuti da pubblicare su un altro sito (ad esempio attraverso attività di Guest Posting) nei quali si include un link che rimanda la contenuto del proprio blog o sito.

 

Link Earning

Il link earning riguarda invece la creazione di contenuti eccellenti e degni di pubblicità PR (come ad esempio delle infografiche) sul proprio sito e la successiva promozione di questi contenuti sul web e sui social media al fine di attirare utenti ed editori che, colpiti dal prezioso contenuto creato, decidono di condividerli o di parlare di esso all’interno del proprio sito o blog.

Indipendentemente da come sono stati ottenuti i link verso il proprio sito, quelli che offrono il maggior contributo agli sforzi SEO sono in genere quelli che hanno determinate caratteristiche. Alcune di queste sono la popolarità, autorità ed affidabilità del sito dal quale si viene linkati, l’anchor text del link e la somiglianza di contenuti trattati nei due siti.

Per testare l’autorevolezza del proprio o di altri siti web si possono utilizzare strumenti come Moz o SEO Review Tools.

 

Google e SEO: White Hat VS Black Hat

seo white hat vs black hat

 

Fino a qui abbiamo elencato le pratiche di SEO “corrette” e apprezzate da Google, denominate strategie di SEO White Hat. Sono presenti tuttavia anche pratiche “scorrette”, finalizzate ad ingannare gli algoritmi dei motori di ricerca e chiamate tecniche di SEO Black Hat. Ovviamente Google è contrario a queste pratiche e, quando le scopre, penalizza severamente il sito in oggetto.

Esempi di tecniche Black Hat sono:

  • Testo invisibile: inserimento di parole chiave in testo bianco su sfondo bianco che quindi sarà invisibile ai lettori ma può essere letto dai motori di ricerca.
  • Keyword stuffing: abuso di parole chiave nel sito. Spesso tali parole chiave appaiono in un elenco o in un gruppo oppure fuori contesto (non sotto forma di frasi naturali).
  • Pagine “doorway”: pagine fake che l’utente non vedrà mai.
  • Link farming: tattica in cui un sito web entra in una relazione di collegamento reciproco con un altro sito o paga un fornitore per un gran numero di link in entrata, Link privi di rilevanza per la parola chiave.
  • Contenuti duplicati: è inteso come la pubblicazione dello stesso contenuto in più pagine del proprio sito web ma anche come il divieto di copiare contenuti da altri siti.

 

La ricerca delle keyword

Posizionarsi in alto per le parole chiave (in inglese “keyword”) da te scelte fa veramente la differenza per il tuo sito web! Per fare ciò, è sempre necessario fare una ricerca di keyword prima di creare nuovi contenuti. Con le ricerche sulle parole chiave inerenti al tuo mercato di riferimento, non puoi solo imparare quali termini e frasi scegliere lato SEO, ma puoi anche conoscere meglio i tuoi clienti.

Non si tratta solo di attirare visitatori sul tuo sito, ma di attirare visitatori rilevanti. Analizzando ciò che le persone cercano online potrai prevedere i cambiamenti nella domanda dei consumatori, rispondere alle mutevoli condizioni del mercato e produrre prodotti, servizi e contenuti ricercati attivamente dai tuoi potenziali clienti.

Nella storia del web marketing non c’è mai stata una miglior possibilità di comprendere i gusti dei consumatori. Vediamo quindi insieme come sfruttarla!

Analizzeremo come usare il SEO per migliorare il nostro ranking sui motori di ricerca e quindi avere più traffico al nostro sito. Prima di tutto si parte con l’analisi e la scelta della/delle keyword.

Come scegliere la keyword giusta

La parola chiave ideale soddisfa tre criteri allo stesso tempo:

  • Alto volume di ricerca: tante persone la cercano;
  • Bassa competizione: poche persone scrivono articoli rilevanti su quella parola;
  • Alta rilevanza per il tuo business: è strettamente correlata con i prodotti o servizi che vendi.

keyword seo ideale

Bisogna tenere in considerazione la difficoltà delle parole chiave e chiedersi: “Quali sono le mie possibilità di posizionarmi per questa keyword?” Infatti per sapere quali parole chiave scegliere come obiettivo, è essenziale non solo comprendere la quantità di ricerche di un determinato termine o frase, ma anche il lavoro richiesto per raggiungere un buon posizionamento organico!

Uno strumento utile a questo proposito è Kwfinder, tool gratuito con possibilità di upgrade, utile per valutare in modo molto intuitivo la difficoltà a posizionarsi per una determinata parola chiave.

kwfinder strumento per ricerca keyword

Keyword di testa e di coda

Possiamo dividere le keyword in tre tipi:

  • Testa: sono le ricerche generiche, spesso con un altissimo tasso di ricerche e competitività ai massimi livelli. Un esempio è la parola: “Jeans”
  • Coda media: sono frasi di 2-3 parole che ottengono un volume di ricerca decenti ma sono più specifiche delle parole chiave principali. Esempio: “Jeans strappati”
  • Coda lunga: sono lunghe frasi di 3 o più parole. Queste ricerche sono quindi molto specifiche. Frasi come “Jeans blu strappati Levi’s” sono esempi di parole chiave a coda lunga. Anche se non ottengono molto volume di ricerca singolarmente – se sommate a molte altre combinazioni di ricerche – le code lunghe compongono la maggior parte delle ricerche online.

keyword short e long tail

 

Su quali keyword puntare?

In generale, il nostro suggerimento è quello di puntare sulle keyword di coda medio-lunga dato che consentono di rispondere meglio alle richieste degli utenti e quindi generare potenzialmente più conversioni.

Esistono tre principali vantaggi per il targeting di queste parole chiave altamente specifiche:

  1. Meno competizione: le parole chiave a coda lunga sono specifiche per la tua attività e la tua nicchia e, di conseguenza, il volume di ricerca e la competizione è più basso.
  2. Maggior conversione: con le ricerche più specifiche appartenenti alla coda lunga, sarai in grado di identificare le ricerche degli utenti (ad esempio “jeans levis”) e la necessità di ulteriori informazioni (ad esempio “come si lavano jeans levis”). Puoi utilizzare questa conoscenza per introdurre lead altamente qualificati nel tuo funnel di vendita e per integrare le tue iniziative di content marketing.
  3. Ottimizzazione per la ricerca semantica: le parole chiave a coda lunga sono parte integrante dell’ottimizzazione per la ricerca semantica, ossia l’ottimizzazione di contenuti web utilizzando parole semanticamente simili alla keyword per la quale vogliamo posizionarci.

Suggeriamo invece di puntare alle keyword di testa più importanti per il vostro business solo se la competizione sembra essere abbastanza bassa.

 

Migliori strumenti SEO per la ricerca keyword

Ci sono molti strumenti che forniscono indizi sulla popolarità di una determinata keyword. Alcuni suggeriscono altre parole, alcuni stimano la concorrenza, altri mostrano le tendenze nel tempo.

L’obiettivo principale rimane quello di capire qual è il volume di ricerca della nostra keyword e quale è la competizione per il posizionamento nei motori di ricerca al fine di selezionare le keyword più adatte.

Google stesso è la fonte principale di dati più importante sulle parole chiave, dal momento che offre due strumenti SEO gratuiti: lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads e Google Trends.

Google Ads – Keyword planner

Il Keyword Planner non solo suggerisce le parole chiave e fornisce il volume di ricerca stimato, ma prevede anche il costo dell’esecuzione di campagne a pagamento per questi termini.

screenshot google keyword planner

 

Google trends
Google Trends è 100% gratuito e permette di visualizzare i grafici riguardanti la ricerca della parola chiave in base al periodo temporale, alla città o alla regione. Mostra anche gli argomenti correlati e le ricerche correlate. Non quantifica in modo preciso la quantità di ricerca di una parola chiave ma bensì relaziona il trend di ricerche in proporzione al momento di picco della ricerca. E’ comunque molto utile per confrontare il traffico di due o più parole chiave.

screenshot google trends

 

Altri tool da tenere in considerazione, seppure a pagamento (anche se con qualche funzionalità gratuita) sono:

Buzzsumo

Buzzsumo ti permette di fare la ricerca per argomento, keywords e per influencer rilevanti. Oltre al piano gratuito ci sono 4 piani a pagamento per ricerche più approfondite.

strumento seo buzzsumo

 

SEMRush

SEMRush è considerato da molti esperti SEO come uno dei migliori strumenti SEO sul mercato.

Per aiutarti a trovare ciò che le persone stanno cercando su un particolare topic, è sufficiente digitare la parola chiave o la frase e SEMRush estrarrà i risultati sia per la ricerca organica che per i risultati sponsorizzati di Google ads. Inoltre mostra le combinazioni possibili che vengono cercate utilizzando le tue parole chiavi, insieme ad altre innumerevoli funzionalità.

strumento seo semrush

 

Answer the public

interfaccia molto accattivante! Inserendo la parola chiave ti mostra l’elenco delle domande che le persone fanno su quell’argomento. Utile quando si cercano spunti per creare nuovi articoli.

strumento seo answer the public

 

Come misurare i risultati SEO

Come abbiamo visto, la creazione di contenuti di valore per l’utente (e ottimizzati SEO), una particolare attenzione alla struttura tecnica del sito e un’accurata attività di SEO Off-page aiutano un sito web a posizionarsi al meglio sui motori di ricerca.

Ricorda: monitorare i tuoi sforzi aiuta a migliorare ulteriormente la tua strategia!

Misurare il successo SEO significa tenere traccia dei dati relativi al traffico organico, al coinvolgimento e alle conversioni degli utenti sul sito, al numero di siti che linkano al tuo, alla posizione media nei risultati di ricerca per le keyword obiettivo e molto altro ancora.

Per coloro che si stanno avvicinando alla materia, ecco un breve elenco di strumenti SEO dei quali non si può fare a meno:

Google Analytics

E’ il più famoso sistema di analisi del comportamento degli utenti su un sito web. E’ un servizio gratuito che Google mette a disposizione per monitorare l’andamento del proprio sito e che dovrebbe essere collegato ancora prima di andare live con il sito. Con Google Analytics è possibile tracciare moltissimi dati e indicatori. Per quanto riguarda il SEO, è interessante analizzare il traffico organico e le principali pagine di destinazione per capire quali sono le pagine del sito che attirano più utenti da Google. Quando Google Analytics viene collegato a Google Search Console è anche possibile vedere i dati sulle impressioni (quante volte una nostra pagina è apparsa nei risultati di Google) e anche anche sul CTR organico di ogni pagina e per ogni parola chiave.

 

Google Search Console

E’ un altro servizio gratuito di Google e permette di vedere come il motore di ricerca vede il tuo sito dal punto di vista di errori di scansione, link rotti, presenza di malware e molto altro.

 

SEO Tester Online

Altro tool dalle mille funzioni ma gratuito solo per i primi 15 giorni di prova e poi a pagamento con tre possibili pacchetti diversi. Ha l’obiettivo di migliorare l’ottimizzazione per i motori di ricerca, studiare le mosse della concorrenza e raggiungere nuovi clienti.

strumento seo tester online

HubSpot’s Website Grader
Website Grader è uno strumento online che genera report personalizzati basati sulle seguenti metriche chiave: Sicurezza, SEO, ottimizzazione mobile e performance del sito web.

strumento seo hubspot website grader

SEMRush (già menzionato prima), MOZ, Screamingfrog e molti altri strumenti possono essere d’aiuto ai più esperti per pianificare, attuare e monitorare una strategia SEO di successo.

E tu, sei pronto a mettere in atto qualche tecnica SEO?

Speriamo che questa guida ti sia stata utile per avere perlomeno un’introduzione generale sul tema. Se vuoi approfondire la tematica, leggi la nostra guida sugli eBook SEO gratis e scaricali subito!

Non esitare a lasciare i tuoi commenti e a darci spunti e suggerimenti!

Dietro Specialisti del Web ci sono due giovani, Alessio e Giulia, che vogliono contribuire alla diffusione dell’informazione sul mondo delle startup italiane.

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