Soisy: intervista al marketplace dei prestiti tra privati su e-commerce

 In Intervista alla startup
soisy intervista

Oggi vi presentiamo la startup italiana che in 8 giorni ha raccolto 1,25 milioni di € tramite crowdfunding: Soisy!

Ecco l’intervista del fondatore e CEO, Pietro Cesati.

Ciao Pietro e benvenuto nel nostro blog. Non vediamo l’ora di saperne di più.

Iniziamo!

Raccontaci un pò di Soisy: cosa fate? a chi vi rivolgete? che problema volete risolvere?

Grazie ragazzi!

Soisy è una piattaforma di marketplace lending che mette in contatto:

  • investitori privati
  • persone che desiderano ottenere un finanziamento per fare un acquisto
  • e-commerce e negozi fisici partner di Soisy che vogliono offrire ai propri clienti un finanziamento per acquistare un loro prodotto o servizio.

Chi fa un acquisto, in sostanza, viene finanziato da altri privati, per cui le rate del finanziamento vanno a ripagare altre persone, che guadagnano dal prestare il loro denaro.

Siamo gli unici in Italia e fra i pochissimi nel mondo che operano in questo business, quindi credo valga la pena spendere qualche parola in più.

L’idea si fonda sui presupposti del p2p lending – privati che prestano soldi ad altri privati.

Dopo una fase di test però ci siamo resi conto che introducendo il nostro servizio in e-commerce e negozi, i clienti arrivavano da soli e nemmeno dovevamo cercarli. E inoltre avevano una predisposizione a ripagare il prestito assai più alta e costante di chi chiede un prestito non finalizzato. Oggi chi desidera acquistare da uno dei nostri partner può fare una semplice richiesta di finanziamento online. Se la richiesta viene accettata il negoziante riceve immediatamente l’importo e l’acquirente si porta a casa il bene desiderato. Da quel momento è Soisy che si occupa della gestione del finanziamento liberando il negoziante e l’investitore da qualsiasi incombenza.

In questo modo abbiamo ridotto notevolmente i rischi per gli investitori: i finanziamenti con esito positivo e ripagati con successo sono passati dall’89% del p2p lending tradizionale al 98% del marketplace lending, assecondando, al contempo, le esigenze di chi chiedeva il finanziamento.

Come è nata l’idea? Vi siete ispirati a qualcosa di esistente, o da un vostro bisogno, o altro…?

Io lavoravo in banca, per la precisione nel settore del risk management di una realtà decisamente affermata. Dopo un po’ di anni, l’eccessiva burocrazia delle banche mi stava stretta: il mondo della finanza è una macchina complessa che tende a confondere le persone anziché offrire chiarezza e cambiare rotta dall’interno mi sembrava impossibile.

Da qui ci siamo mossi con Andrea Sandro, co-founder di Soisy, per operare nel p2p lending creando una realtà agile e completamente digitale. L’evoluzione verso il marketplace lending è stata davvero merito dei nostri clienti: ascoltando costantemente l’utente finale e i suoi bisogni abbiamo capito cosa poteva essere migliorato nella nostra offerta e, in linea con i principi di agilità e flessibilità che ci hanno guidati dall’inizio di questa avventura, abbiamo semplicemente deciso di farlo e assecondare il mercato.

Come utilizzate il digital marketing nella vostra attività? Quali strumenti usate e con che obiettivo? Avete un’agenzia o fate tutto voi?

L’obiettivo iniziale è sempre lo stesso: testare il bisogno del mercato, e farlo in ottica lean. Proviamo un canale, ne misuriamo i risultati e valutiamo se il costo/beneficio è in linea con le nostre possibilità e se e come scalare, eventualmente.

Partendo da questo presupposto, partiamo sempre con test in casa e poi se vediamo riscontro valutiamo partner che possano accelerare il nostro percorso di crescita. Così abbiamo fatto con le attività SEO, ad esempio: abbiamo iniziato facendo corsi e nottate a ottimizzare pagine, abbiamo ottenuto discreti miglioramenti nel posizionamento e quindi, risultati alla mano, abbiamo deciso di scegliere un partner che potesse supportarci in questa attività. Idem con le pr, offline e online.

In generale, inizialmente abbiamo sempre testato vari canali singolarmente, in modo tale che i risultati dei test non risentissero troppo di code lunghe e effetto awareness da altri canali usati in contemporanea; dopodichè, individuate le attività core (mailing, canali telegram e whatsapp, blogging, adwords, social media content creation, remarketing,…) cerchiamo di utilizzare i vari canali e strumenti in un’ottica di integrazione e di marketing mix.

Avete fatto delle attività specifiche di promozione durante la campagna di Crowfunding su 200Crowd appena conclusa super positivamente?

Parto con una premessa, e cioè raccontarvi l’obiettivo dell’aumento di capitale che abbiamo voluto fare attraverso l’equity crowdfunding e la campagna lanciata su 200crowd.

Nel 2019 vogliamo offrire il pagamento rateale su e-commerce in almeno altri 2 paesi europei. Si tratta di un obiettivo molto ambizioso: per questo avevamo fissato come risultato minimo da raggiungere la cifra di 500.000€ mentre il tetto massimo della campagna era stato fissato a 900.000€.

In realtà la campagna si è conclusa con 1,25 milioni di € raccolti in un tempo record di 8 giorni!

Le attività che sono state fatte per pubblicizzarla sono le seguenti.

Ci siamo interfacciati principalmente con i media e abbiamo pianificato un’intensa attività di ufficio stampa, coordinandoci anche con 200crowd e la loro attività di pr, facendo un lavoro a quattro mani. Si tratta di un progetto di business di un settore in grande espansione, ma che ancora non è così diffuso presso il grande pubblico, così come in generale non è per nulla diffuso l’equity crowdfunding tra le modalità di investimento. Proprio per questo pensiamo sia necessario relazionarci con i professionisti dell’informazione così da raccontare questo progetto grazie all’aiuto di chi, per lavoro, si occupa di spiegare bene, ma con parole semplici, l’innovazione.

Inoltre, abbiamo comunicato costantemente e risposto alle domande di chi ha voluto partecipare alla campagna attraverso una chat telegram dedicata.

Siamo stati presenti sui social e con aggiornamenti via mail alla nostra base clienti, per raccontare al nostro pubblico l’evoluzione della campagna e lo stato di “completamento” della stessa, ma soprattutto per intercettare dubbi, domande e curiosità di chi interessato all’operazione.

Abbiamo inoltre creato contenuti sponsorizzati su Facebook, Instagram e Adwords, per intercettare target ulteriori rispetto alla nostra base clienti.

Ecco il video introduttivo che abbiamo preparato per la campagna di crowdfunding:

Ad oggi quali sono i vostri numeri? E quali gli obiettivi?

Dal cambio di modello di business che ci ha portati dal p2p lending al marketplace lending siamo cresciuti in media del 20% al mese, cioè circa il 500% annuo.
Abbiamo finanziato, grazie a circa 600 risparmiatori, oltre 2000 clienti consentendo loro di acquistare a rate su quasi 100 e-commerce e negozi nostri partner, principalmente nei settori arredamento, moda e sport.
Prevediamo il break even nel 2021, quindi al momento il nostro obiettivo principale è quello di scalare il nostro modello di business attraverso l’internazionalizzazione.

In quest’ottica abbiamo ottenuto un successo importante: siamo stati selezionati dal programma di accelerazione StartupBootcamp di Amsterdam – uno dei più importanti a livello mondiale in ambito fintech – che ci consentirà importanti sviluppi in questa direzione e aiuterà ad intercettare e-commerce internazionali e investitori istituzionali.

Grazie Pietro per le preziose informazioni utili sia a chi è interessato a investire sia a chi ha bisogno di chiedere soldi.

In bocca al lupo per il vostro progetto ad Amsterdam!

Dietro Specialisti del Web ci sono due giovani, Alessio e Giulia, che vogliono contribuire alla diffusione dell’informazione sul mondo delle startup italiane.

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